Servizi aperti per il sostegno all'emergenza familiare
Progetto Spazi per le famiglie per l'accoglienza, l’ascolto, l’accompagnamento e il sostegno/cura - Legge 285/97
Fondo Nazionale per l'infanzia e l'adolescenza
Napoli 28 luglio 2010
Il Centro ha cambiato sede, il nuovo indirizzo è:
Parco Carelli n. 8/c Napoli - cap: 80122
telefono: 081 7956062-3
fax: 081 7956051
Napoli 12 gennaio 2010
Seminario di studi:
Servizi e legami familiari: Nuove emergenze
Università degli studi "Federico II"
Aula Magna, Palazzo Isveimer - via Cortese
Il Centro è un servizio integrato del Comune di Napoli e dell'ASL Napoli 1. Rappresenta una risorsa attiva per il benessere familiare e la sua offerta d’aiuto è rivolta soprattutto a nuclei con problemi di conflittualità nei casi di separazione e divorzio.
Nato nel 1996 per mettere in rete le risorse dell’Azienda Sanitaria Locale, del Comune di Napoli e le iniziative presenti nella città nell’area del disagio familiare, è un centro sperimentale d'iniziative per il benessere delle famiglie e per la prevenzione dei rischi d'emarginazione, malessere e patologia in età evolutiva. Per la sua dimensione innovativa di servizio integrato alle famiglie il Centro ha vinto il premio "100 progetti al servizio dei cittadini", bandito dal Dipartimento per la Funzione Pubblica.
Il Centro è un' "unità trasversale" tra i due enti che integra le attività rivolte alle famiglie delle diverse aree di servizi, per la sperimentazione di nuovi modelli organizzativi.
Svolge progetti finalizzati al miglioramento della qualità delle prestazioni inter-istituzionali come il progetto "Prevenzione del rischio psicosociale delle famiglie" finanziato con legge 285/97, in base alla programmazione del Comune di Napoli - Servizio Contrasto alle Nuove Povertà e Rete delle Emergenze Sociali e Servizio Politiche per i Minori - e dell'ASL, Dipartimento Sociosanitario, e costituisce una delle sedi d'attuazione della nuova normativa sull'integrazione dell'offerta socio sanitaria assistenziale, prevista nella legge 328/2000.
Come esperienza pilota in ambito pubblico, il Centro svolge anche una funzione d’osservatorio per l’attività con le famiglie di cui si occupano il Tribunale per i Minorenni, il Tribunale Ordinario, Sezioni Civili, e i Servizi socio-assistenziali, per una più adeguata e opportuna risposta dei servizi nell’ambito della conflittualità familiare e del sostegno alla genitorialità.
Centro per le famiglie, perché pensiamo che ci siano tanti tipi diversi di famiglia. Tutti i modi in cui le persone scelgono di "fare famiglia" meritano considerazione ed è necessario riconoscere la varietà delle forme familiari.
Alcuni lo chiamano Centro per la famiglia, al singolare. Forse è perché la parola fa pensare inevitabilmente alla propria famiglia, e quella è sempre così importante e è "unica" per ciascuno di noi.
Le famiglie, al plurale, sono qualcosa di vicino, reale, concreto. Famiglie in carne e ossa fatte di persone, diverse da quelle "di carta" che si incontrano nei dati statistici, nei decreti dei Tribunali, nelle cartelle cliniche.
Ogni famiglia è a modo suo un prototipo. Ciascuna ha una propria storia, rappresenta un mondo di relazioni tra persone e tra generazioni diverse. Le une per le altre assumono significati e ricoprono ruoli vitali.
Anche il modo in cui una famiglia esprime malessere e sofferenza è sempre partcolare e specifico di quella famiglia, diversa da ogni altra. Ogni generalizzazione non solo è impropria, ma allontana dalla comprensione, ostacola la capacità di ascoltare e di accogliere le persone che si riconoscono come "famiglia".
Ognuna, nel momento in cui chiede attenzione e cura, si aspetta che i servizi e le persone che vi lavorano tengano in conto la loro "unicità" e non abbiano schemi mentali precostituiti.
È per questo che non parliamo di famiglie legittime, di fatto, separate, ricostituite e così via. Perché le etichette non aiutano a comprendere una situazione e non è compito di un servizio di aiuto sociosanitario applicarle. Sono famiglie e basta. Un servizio le deve incontrare. Noi, cerchiamo di incontrarle, le famiglie, e accompagnarle in un tratto del loro percorso nei momenti più difficili.
L'attenzione al benessere delle famiglie non è controllo ma sostegno ai legami soprattutto quando è necessario ricostruire le relazioni familiari in crisi o interrotte. Un intervento per le famiglie che ne valorizzi le competenze, che rafforzi le aree di benessere. Che conti sulla collaborazione tra utenti ed operatori, nella corresponsabilità nelle scelte e nei percorsi di cura, soprattutto per sostenere i processi di crescita dei bambini e degli adolescenti.
Tutti sanno che la conflittualità familiare rappresenta uno dei più importanti fattori di rischio in età evolutiva. Gli scenari familiari in cui la comunicazione nella coppia dei genitori è interrotta - o avviene solo nell’ambito di procedimenti giudiziari - sono quelli in cui possono nascere malessere o anche disfunzionalità e patologie.
La presa in carico di servizio è svolta su richiesta spontanea dell'utenza o su invio dei servizi (inclusa la scuola, le associazioni, gli organismi giudiziari attivi in materia familiare e minorile).
La presa in carico, preceduta dall'accettazione, è a cura dell'équipe che segue il percorso d'aiuto; essa può variare secondo i bisogni emergenti e contemplare più interventi, condotti in un'ottica di équipe.
L'attività di discussione e di "intervisione" d'équipe sulle prese in carico di servizio è parte integrante del lavoro.
Orienta e indirizza ai servizi, offre consulenza e ascolto a giovani e genitori per focalizzare i problemi, individuare le proprie risorse e attivarle, nell'ambito della conflittualità familiare. L'ascolto e la Consulenza sono svolti dall' equipe di psicologi e Assistenti sociali del Centro per le Famiglie.
Il Centro per le Famiglie collabora con gli altri servizi, soprattutto se invianti, con lo scopo di trasformare la stessa domanda d'aiuto, spesso generica e confusa, in consapevole richiesta di prestazioni congrue, corrispondenti al problema da risolvere, attraverso progetti personalizzati, trasparenti, tempestivi e partecipati.
Gli interventi per porre riparo ai danni delle "cattive separazioni", o anche di convivenze difficili - peggiori dei peggiori divorzi - sono paragonabili a dei restauri maldestri: ai segni dell’usura e alle cicatrici delle rotture, si sono aggiunti quelli delle riverniciature e dei collanti. Le famiglie in questi casi sono impegnate in un pesante lavoro, un "disfare e rifare", in cui i servizi devono affiancarle e sostenerle. Queste situazioni talvolta sono caratterizzate dall’urgenza e dall’intensità della sofferenza, espressa spesso dai bambini sotto forma di disturbi relazionali.

L’intervento che realizziamo con le famiglie rassomiglia, per noi, ad un’opera di "sarcitura" quel tipo di tecnica usata per riparare i tessuti strappati attraverso un paziente lavoro di ricostruzione. L’idea della trama, del tessuto, dell’intrecciare i fili - attraverso l’immagine del riannodare relazioni e percorsi di vita sfilacciati - aiuta a "visualizzare" e valorizzare la collaborazione tra operatori e utenti, gli uni e gli altri come soggetti attivi e a pieno titolo competenti nell’affrontare i momenti critici.
Il nostro obiettivo primario è adeguare le risposte e le prestazioni alla domanda d’aiuto, in collaborazione con la rete sociale in cui le famiglie sono inserite.
L'intervento del Centro per le famiglie cerca di prendere in considerazione la sofferenza e la crisi familiare nel suo insieme e in un'ottica di sistema.
E' necessario infatti superare la contraddizione, spesso presente nelle strutture sanitarie e socio assistenziali, che si esprime nell'affannoso intervento con questo o quel membro della famiglia, in servizi separati, spesso in ritardo sui tempi di vita delle persone, soprattutto dei bambini.
Il danno di questa impostazione consiste nel distanziamento che si crea tra i componenti di un nucleo, quando uno di loro viene separatamente considerato come il soggetto bisognoso di cure specifiche - senza un attenzione contestuale all’insieme delle relazioni familiari e sociali. Tali interventi vanno globalmente ripensati, mettendo al centro le esigenze del nucleo familiare e del contesto d’appartenenza, la rete sociale primaria.
L’obiettivo di migliorare l'offerta all'utenza è realizzato attraverso un assetto organizzativo caratterizzato dalla presenza di una equipe integrata, con un programma comune e un'unica sede, per un più efficace utilizzo dei servizi.
Punti-forza dell'esperienza sono:
L'accettazione è svolta dalle ore 9,30 alle ore 13,30
Il servizio è aperto al pubblico tutti i giorni tranne il sabato e festivi. È aperto nel pomeriggio lunedì, mercoledì e venerdì, per appuntamento.
Il Centro è sede di uno dei nove Spazi per le famiglie - Percorso "Spazio neutro e mediazione".

I referenti istituzionali del Centro per le famiglie, in base all'accordo tra i due enti promotori e attuatori, sono il Dipartimento Affari Sociali del Comune, Servizio Contrasto delle Nuove Povertà e Rete delle Emergenze Sociali e il Dipartimento di Medicina Territoriale dell'ASL Napoli Centro.
Personale ASL:
Gabriella Ferrari Bravo, psicologa, referente ASL con funzioni di responsabile
Giuseppina Fioretti, psicologa
Francesca Laccetti, psicologa
Gaetano Morrone, Assistente sociale
Concetta Villano, infermiera professionale
Annibale Vitiello, psicologo
Personale comunale
Angela D’Addio, Assistente sociale, referente Comune
Clara Varriale, Assistente sociale
Gabriele Scala, operatore culturale
Tutti gli psicologi sono specializzati in psicoterapia, con formazione ed indirizzi differenti, prevalentemente sistemico-relazionale o psicodimanico. Gli Assistenti sociali sono tutti specializzati in Mediazione familiare.